Studio De Luca - Implantologia e Chirurgia avanzata


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Ortodonzia tradizionale

Ortodonzia


Ortodonzia dell’infanzia e dell’adulto
a cura della S.I.D.O. (Società Italiana di Ortodonzia)

Il programma terapeutico

• Cos’è l’ortodonzia
• Diagnosi
• Piano di trattamento
• Terapia ortodontica
• Situazioni particolari
• Tempo di trattamento
• Contenzione dei risultati di trattamento

La moderna Ortodonzia è una branca dell’odontoiatria specializzata nella diagnosi, nella prevenzione e nel trattamento delle malocclusioni, che si manifestano come anomalie di sviluppo e di posizione dei mascellari e dei denti. Gli obiettivi fondamentali che l’ortodonzista si propone di raggiungere a conclusione d’ogni trattamento non si limitano solo al corretto allineamento dei denti, ma mirano anche al raggiungimento di un’armoniosa estetica del viso, di una funzione masticatoria efficiente e di un migliore stato di salute dei denti e dei loro tessuti di sostegno.

Il Piano di Trattamento è l’espressione di una serie di decisioni riguardo al se, come quando trattare ortodonticamente il caso: è sempre individuale e viene formulato in relazione alla Diagnosi, per delineare la quale, oltre all’anamnesi ed all’esame clinico, sono in linea di massima necessarie le Analisi di Studio.


Cosa si deve sapere per affrontare serenamente la terapia ortodontica

Analisi di studio

• Radiografia panoramica
• Teleradiografia laterale del cranio con relativa analisi cefalometrica
• Fotografie del viso e delle arcate dentarie
• Modelli delle arcate

In base alla situazione clinica presente, potranno essere richieste ulteriori analisi quali radiografie endorali, teleradiografia frontale, TAC, esami posturali, ecc. Ovviamente, la terapia ortodontica sarà preceduta da un’accurata valutazione del cavo orale, per decidere l’eventuale necessità di terapie da attuare prima dell’inizio dell’ortodonzia stessa (igiene orale, cure conservative, terapie parodontali, ecc.) E’ indispensabile essere istruiti sulle modalità tecniche per conseguire e mantenere una corretta igiene orale, che, pur essendo indispensabile, potrebbe rivelarsi più complicata durante l’applicazione di alcuni tipi di dispositivi ortodontici.

Quando necessario, la terapia ortodontica può essere distribuita in due fasi. La prima fase può iniziare precocemente, quando i denti da latte sono ancora presenti. Il fine di tale ciclo terapeutico è di "intercettare" quelle disarmonie dentali e scheletriche che, se non corrette in fase di crescita, potranno complicare notevolmente i futuri trattamenti. Questa fase di trattamento precoce non elimina l’eventuale necessità di una terapia ortodontia in dentizione permanente, ma la rende più semplice e ne ottimizza i risultati. La seconda fase inizia di solito in relazione all’avvio della fase di crescita prepuberale, ovvero verso il termine della permuta dentaria, e permette di coordinare in modo ottimale i rapporti dentali, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati nel piano di trattamento.

In alcuni casi, se indispensabile per il corretto allineamento finale delle arcate in armonia con l’estetica del viso, la terapia potrà prevedere l’estrazione di alcuni elementi dentari. Esistono in taluni pazienti situazioni particolari dovute alla mancanza di uno o più denti, o per loro assenza congenita (agenesia) o per loro pregressa estrazione per motivi di odontoiatria generale. In tal caso potranno rendersi necessarie scelte terapeutiche più complesse, sempre però motivate dalla ricerca del miglior compromesso possibile. Altrettanto possono essere presenti elementi dentali sotto la mucosa o ritenuti nell’osso alveolare in un periodo nel quale dovrebbero essere già erotti. Questi elementi sono detti inclusi.

Nel caso fossero presenti uno o più elementi inclusi, la loro estrazione od il loro posizionamento in arcata dipenderà dalle decisioni prese nel corso dell’elaborazione del piano di trattamento. Nel caso di posizionamento in arcata, si renderà necessario un intervento di piccola chirurgia orale per l’esposizione del dente, che potrà così essere agganciato con mezzi ortodontici atti a guidarlo nella corretta posizione.

Nonostante le migliori intenzioni terapeutiche, in alcuni casi il dente incluso potrebbe non essere in grado si spostarsi dalla sua posizione di partenza, risultando come "incollato" all’osso circostante e, perciò, "anchilosato". In tal caso L’ortodonzista dovrà decidere se è indispensabile procedere all’’estrazione del dente stesso o se è possibile eseguire un suo posizionamento chirurgico. Si tratta comunque di un evento sfavorevole, poiché un elemento dentario posizionato chirurgicamente è più a rischio rispetto ad un dente incluso, posizionato grazie al solo spostamento con le forze ortodontiche.

Il tempo di trattamento necessario per il completamento della terapia ortodontica può subire variazioni legate a fattori non sempre prevedibili, quali il momento individuale ed il tipo di crescita corporea, la velocità della permuta ed il grado e la capacità di collaborazione del paziente. Terminata la fase attiva del trattamento è quasi sempre necessario guidare l’assestamento del caso e mantenere i risultati raggiunti. A tale scopo verrà consegnato ed applicato l’apparecchio di contenzione più idoneo al caso. Occorre sottolineare, infatti che dopo la terapia attiva i muscoli ed i tessuti molli devono completare il loro adattamento alla nuova situazione.

La durata del periodo di contenzione varia da soggetto a soggetto, in rapporto a molteplici fattori, quali l’età e la gravità della malocclusione originaria. In genere questa fase si completa in uno o più anni, ma a volte può essere necessaria una contenzione a vita. Si deve, infatti, tener presente che, indipendentemente di essere stati sottoposti o meno a terapia ortodontia, i denti possono muoversi in ogni momento della vita a causa di tutte le forze che agiscono su di essi.

Indomabili abitudini viziate, quali la deglutizione infantile persistente, la respirazione orale, il mordicchiamento del labbro, il mangiarsi le unghie, il fumare la pipa, il mordere la matita, ecc., esercitano sui denti delle forze incontrollate in grado di provocarne un movimento simile a quello determinato da un apparecchio ortodontico ma indesiderato.

Movimenti sfavorevoli possono essere causati anche dalla successiva distruzione cariosa dei tessuti dentali che, cambiando il contatto fra i denti, può provocare una modificazione occlusale. Anche la perdita dell’osso di supporto che circonda il dente (parodontopatia) o l’estrazione dei denti non curati, rende instabile la posizione dei denti affetti da malattia parodontale o di quelli vicini. Per questi ed altri motivi non è possibile assicurare che i denti rimarranno in una posizione stabile tutta la vita. Pertanto con l’interruzione dell’utilizzo della contenzione, potrebbero verificarsi disallineamento dei denti, non obbligatoriamente imputabili alla terapia ortodontia.

Le Apparecchiature Ortodontiche

Il trattamento ortodontico prevede l’impiego di apparecchiature che possono essere rimovibili o fisse, in associazione o meno con dispositivi ausiliari(elastici intraorali, trazioni extraorali,bite,etc.). Non si tratta di una libera scelta: ogni mezzo terapeutico trova precise indicazioni e spesso non offre alternative. Gli apparecchi rimovibili, comunemente detti mobili, "si mettono e si tolgono" e sono realizzati con resina acrilica, che può avere differenti colorazioni ed inglobare viti e ganci di varia forma e dimensione. Da parte del paziente vanno trattati con cura, al fine di evitare deformazioni e rotture.

Gli apparecchi fissi sono generalmente costituiti da bande, anellini metallici che abbracciano il dente e vengono ad esso cementati, ed attacchi, che vengono incollati direttamente sulla superficie vestibolare o su quella linguale dei denti mediante resine adesive. Le bande e gli attacchi di per sé non sono in grado di esercitare alcun movimento dentale, ma consentono l’applicazione degli archi, che sono il vero motore del trattamento e vengono scelti e modellati di volta in volta dall’ortodontista secondo adatte prescrizioni. Gli archi generano forze ortodontiche idonee a provocare il movimento dei denti.

In alcune fasi della terapia si potrà rendere necessario l’utilizzo di mezzi ausiliari, come gli elastici intraorali, da agganciare in precisi punti dell’apparecchio fisso e nell’uso dei quali si raccomanda la massima collaborazione, perché indispensabili ma spesso sgraditi ai pazienti. Esempio di ulteriori presidi ausiliari alla terapia mobile o fissa sono la trazione extraorale, il cosiddetto "baffo", e la maschera di protrazione. Sarà premura dell’ortodontista indicarne al paziente le corrette modalità d’uso,al fine di evitare il rischio di traumi a carico delle parti molli del viso.

Una viva raccomandazione: gli ausiliari sono mezzi indispensabili al raggiungimento degli obiettivi terapeutici: non utilizzarli come prescritto dall’ortodonzista non solo può impedire il raggiungimento degli obiettivi desiderati, ma anche portare ad un peggioramento della malocclusione. Soprattutto nei pazienti adulti ed in precise situazioni cliniche, per velocizzare la terapia ortodontia e ridurre alcuni degli effetti indesiderati, sempre insiti nelle apparecchiature ortodontiche, ci si può anche avvalere dell’utilizzo di microviti - piccolo impianti rimovibili da inserire in precise posizioni dell’osso - ai quali agganciarsi per non scaricare forze indesiderate direttamente sui denti o per evitare in particolari circostanze l’uso di forze extraorali.

La Richiesta di Estetica

Bisogna considerare che oggi l’estetica riveste un’importanza individuale e sociale sempre maggiore e ciò, se trova riscontro nell’aumentata domanda di terapia ortodontia e nella maggiore attenzione ai suoi risultati, crea anche una maggiore richiesta di apparecchiature poco o per nulla visibili. Per questo motivo sono stati ideati attacchi in porcellana, attacchi linguali e mascherine trasparenti sequienzali: nell’ambito delle apparecchiature ortodontiche rappresentano il massimo sforzo verso l’estetica del paziente in corso di trattamento.

Bisogna però precisare che non tutte le malocclusioni si prestano ad essere trattate mediante qualsiasi tipo di apparecchiature; sarà quindi l’ortodonzista a proporre quella o quelle che ritiene essere le scelte più opportune in base agli obiettivi di trattamento più indicati per voi.

Cosa può accadere durante la Terapia

Qualche piccolo consiglio per ottenere il massimo del risultato


Qualsiasi dispositivo ortodontico genera forze (pressioni e trazioni) che, a distanza di alcune ore dalla loro applicazione, nel produrre lo spostamento dei denti, possono talora provocare un loro indolenzimento. Tale indolenzimento è destinato ad esaurirsi in breve tempo, di solito nel giro di 24-48 ore: nel caso risultasse particolarmente fastidioso, può essere indicata la prescrizione di farmaci antinfiammatori.

Specie nelle prime fasi della terapia, può succedere che talune apparecchiature, sia mobili che fisse, presentino superfici sporgenti in grado di causare piccole lesioni od irritazionidelle mucose. In tali evenienze si può superare il momentaneo disagio applicando sulle asperità del dispositivo un piccolo strato di cera ortodontia protettiva. Altrettanto, in corso di trattamento fisso, durante gli atti masticatori o le manovre di spazzolamento, può succede che il tratto terminale intrecciato delle sottili legature metalliche, che assicurano l’intimo contatto tra arco ed attacco, possa mobilizzarsi e pungere la mucosa delle labbra o delle guance. Se il paziente non riesce a riposizionare da solo la codina metallica al di sotto dell’arco, può di nuovo venire in suo soccorso la temporanea applicazione di cera protettiva sull’estremità pungente.

In caso di occasionali traumi al volto, le apparecchiature possono provocare ferite delle labbra od alle mucose: in particolare si suggerisce che coloro che svolgono attività sportive in grado di produrre traumi (calco, basket, rugby ecc.) lo facciano presente all’ortodonzista, per consertirgli di valutare le misure preventive più adatte. In tali casi potrebbe essere indicato l’uso di un paradenti individuale, da utilizzare scrupolosamente durante tali attività.

Ai portatori di apparecchiature fisse si consiglia vivamente di evitare l’assunzione di cibi appiccicosi (chewing-gum, caramelle gommose) o molto duri in grado di provocare la decementazione delle bande e/o il distacco degli attacchi. Se ciò dovesse avvenire, occorre avvertire al più presto lo studio per avere consigli, indicazioni ed un appuntamento. La decementazione anche parziale delle bande, se non individuata in tempo, può aumentare notevolmente il rischio di comparsa di lesioni cariose. Lo stesso rischio si crea in caso di appuntamenti mancati o lunghe assenze. Si raccomanda pertanto la precisione e puntualità nel rispetto degli appuntamenti fissati.

I dispositivi ortodontici non sono di per sé responsabili dell’insorgenza di carie, ma favoriscono l’accumulo di residui alimentari e di placca batterica. Per questo, al fine di ridurre il rischio di comparsa di aree demineralizzate o di lesioni cariose, così come di dolorose infiammazioni gengivali, è necessaria un’igiene domiciliare scrupolosa. In caso di insufficiente igiene domiciliare, nei pazienti trattati in età adulta si aggiunge il rischio di perdita dell’osso di supporto e sono pertanto raccomandate sedute periodiche d’igiene professionale. In caso di scarsa igiene, possono insorgere problemi parodontali di tale gravità da indurre l’ortodonzista a sospendere temporaneamente o addirittura definitivamente il trattamento, anche se non completato.

Rischi Imprevedibili


Tra gli inconvenienti che si possono talora verificare nel corso della terapia ortodontia bisogna ricordare il riassorbimento radicolare (rizolisi), che si manifesta radiologicamente come un accorciamento di varia entita’ della radice di uno o più denti: fortunatamente i solito di media entità e non interferisce con la salute e la durata dei denti. Al momento attuale è impossibile prevedere quali elementi potranno essere suscettibili di riassorbimento radicolare. Alcuni casi di riassorbimento radicolare potrebbero essere favoriti da eventi traumatici, anche lievi ma ripetuti.

Un trauma può anche causare alla polpa del dente un danno (necrosi), che può evidenziarsi nel corso del trattamento ortodontico con dolore e/o variazione del colore del dente. Accertata la perdita di vitalità del dente, si rende necessario il suo trattamento endodontico (devitalizzazione).

La comparsa di dolori e/o rumori all’articolazione temporomandibolare (ATM) possono verificarsi in qualsiasi momento della vita di una persona e per cause molteplici; tale sintomatologia è più comune nelle ragazze adolescenti e nelle donne. Non si tratta necessariamente di una patologia odontoiatrica. In molti casi questo evento trova la sua origine in spasmi dei muscoli masticatori, a volte legati alla presenza di abitudini sfavorevoli - ad es: il mangiarsi le unghie (onicofagia) o uso esagerato di gomma da masticare - o all’influenza della sfera emotiva del paziente, oltre al possibile scompensarsi di problematiche multidisciplinari.

Risultano particolarmente predisposti i paziente "occlusionalmente attivi", che cioè serrano o digrignano per scaricare le loro emotività e le loro tensioni.

Obiettivi del Trattamento

Il risultato finale del trattamento ortodontico non può sempre essere completamente previsto, perché il raggiungimento di tutti gli obiettivi dipende da un numero variabile di fattori. Nel caso di un giovane paziente il piano di trattamento è influenzato dalla direzione e dalla quantità di crescita dei mascellari, che a volte subiscono variazioni impreviste: ciò può portare ad una modifica degli obiettivi e delle procedure terapeutiche in corso di trattamento.

Se le deformità scheletriche sono particolarmente gravi, la terapia intercettava, pur riducendo anche in modo significativo la gravità della malocclusione, potrà non essere completamente risolutiva. E’ opportuno ricordare che un’interruzione anticipata del trattamento può lasciare il paziente in condizioni peggiori rispetto alla malocclusione originale. Se si vuole ottenere il massimo del risultato con il minimo spreco di tempo e di denaro, devono essere fedelmente rispettate quelle semplici norme che verranno indicate dall’Ortodontista e dal Personale del suo Studio.

Norme Relative all’Uso dei Dispositivi Ortodonticii

1. Per evitare deformazioni o rotture, l’apparecchio rimovibile deve essere inserito con cura senza esercitare alcuna pressione con i denti o con la lingua. Quando non viene usato deve essere custodito nell’apposito contenitore. Non usare abrasivi o solventi per la pulizia del dispositivo: è consigliabile eseguire una regolare pulizia meccanica con uno spazzolino, ricorrendo eventualmente anche all’uso delle pastiglie detergenti, reperibili in qualsiasi farmacia.

2. La presenza di apparecchi fissi (bande, attacchi, fili, legature) rende difficoltoso lo spazzolamento dei denti e richiede maggior attenzione e più tempo. Esistono in commercio particolari spazzolini detti "ortodontici" appositamente studiati per l’utilizzo con le apparecchiature fisse. E’ assolutamente necessario che i genitori dei pazienti più piccoli si accertino che i denti dopo ogni pasto, e in modo particolare alla sera, siano ben puliti.

3. Quando si portano apparecchi mobili attivi e/o di contenzione, è meglio rimuoverli durante le attività sportive. In caso di rottura o danneggiamento dell’apparecchiatura occorre avvisare immediatamente lo Studio per i provvedimenti del caso.

Il Successo del Trattamento Ortodontico
Dipende dalla Collaborazione tra Paziente, Genitore ed Ortodontista

Si ricorda che, pur facendo del nostro meglio nel motivare ed istruire, il paziente e/o i genitori devono assumersi le responsabilità di rispettare e seguire a casa le nostre istruzioni. E’ comprensibile come ogni responsabilità del terapeuta decada per le conseguenze legate al mancato utilizzo delle apparecchiature secondo prescrizione e al mancato rispetto degli appuntamenti fissati.

Se si vuole raggiungere il massimo risultato nel minor tempo possibile, è indispensabile:


• Mantenere una corretta igiene orale e seguire una dieta adeguata
• Presentarsi puntualmente agli appuntamenti
• Avvertire subito lo Studio in caso di rottura dell’apparecchio, distacco di attacchi o bande
• Portare gli elastici come prescritto
• Portare la trazione extra orale come prescritto
• Portare gli apparecchi mobili nei tempi e modi indicati
• Non interrompere per nessuna ragione l’uso degli apparecchi prescritti per la contenzione.



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