Studio De Luca - Implantologia e Chirurgia avanzata


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Cos'è un impianto

Implantologia

Un impianto dentale è una piccola vite in titanio destinata a sostituire la radice di un dente naturale mancante. L'impianto viene posizionato dal chirurgo nella mascella superiore o inferiore e nel corso del tempo si legherà all'osso per servire da ancora per il nuovo dente, che su esso viene o cementato o avvitato. Gli impianti dentali possono essere utilizzati per sostituire uno o più denti mancanti. In caso di edentulie totali possono bastare anche 6\8 impianti.

L’impianto dentale oggi rappresenta, quindi, il modo più appropriato per sostituire i denti andati perduti, siano essi uno, più di uno o tutti.

Riconquistare una dentatura fissa da una sicurezza innegabile sotto il profilo psicologico a coloro che portavano una dentiera o una protesi scheletrata rimovibile.
Un paziente con una protesi fissa si sente più sicuro di se, riacquista fiducia e si sente in definitiva ringiovanito e pronto ad affrontare le sfide che gli si porranno davanti.
Non solo ma molto spesso lo stesso viso si ringiovanisce : il viso si ringiovanisce facendo scomparire le rughe labiali e quelle depressioni al lati della bocca, dovute alla mancanza di denti.



Con un impianto dentale non c’è più bisogno di andare a limare denti sani come avveniva in passato in protesi tradizionale (corone e ponti) o di andare a mettere delle protesi rimovibili nella bocca dei pazienti.
Così con gli impianti i nostri denti residui durano di più nelle nostre bocche non essendo intaccati dalle frese del dentista; e l’osso residuo, con la stimolazione funzionale della nuova "radice" non si riassorbe più come avverrebbe in assenza di essa (o peggio ancora con una qualsiasi altra protesi mobile o fissa che sia).

Nel 95% dei casi il titanio va a costituire un corpo unico con l'oso del paziente (fenomeno detto di
osteintegtrazione) similmente a quanto avviene con le varie protesi all'anca, ginocchio, braccio. Tuttavia non si può dire che manchino rari casi di infezione della vite che ne inficiano l’attecchimento [ Vedi "rigetto"]. Ciò non è dovuto alla mancata sterilità dell'impianto o degli strumenti chirurgici, in quanto nella cavità orale sono presenti costantemente oltre 200 mila ceppi batterici, non sempre eliminabili con colluttori specifici e antibiotici.

In verità la pratica clinica insegna che nel caso di un primo insuccesso la "colpa" non è di questi batteri bensì della mancata osservanza delle istruzioni date dal medico al paziente (come ad esempio mantenere pulito l'impianto, smettere di fumare o limitare al massimo il fumo per i primi tempi, evitare di mangarci su e soprattutto non "giocare" insistentemente con la lingua sulla vite tappo dell'impianto).

In questi casi non succede niente di drammatico, i sintomi non sono eclatanti, basta rimuoverlo, e sostituirlo immediatamente (ove possibile) con un altro impianto di caratteristiche simili, altrimenti si apetta la guarigione ossea e si esegue un altro intervento.

Quando l’osso residuo è sufficiente si possono mettere gli impianti con tutta tranquillità senza particolari disagi per il paziente. Con la tecnica senza lembo (transmucosa o flapless) in particolare, cioè senza fare incisioni né esporre l’osso sottostante, i possibili disagi postoperatori come dolore, sanguinamento e gonfiore saranno praticamente assenti.
Oggi è scientificamente dimostrato che se gli impianti hanno una buona forza di inserzione ("torque") si possono mettere subito i denti sopra di essi : si esegue cioè la famosa implantologia a carico immediato
Quindi, se condizioni ossee locali lo consentono, si entra dal dentista senza denti, e si esce con i nuovi denti fissi.
Questo è valido anche se mancano tutti i denti.
P
er una maggiore sicurezza nel nostro studio viene eseguita la pianificazione computerizzata del caso implantare.( Vedi "Implantologia guidata")

Cure a buon mercato non danno i risultati previsti, ma spesso e volentieri causano seri danni, con ulteriore gravamento fisico ed economico!!!


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